Le radici del problema della condizione della donna musulmana
di EMMA LAMA
Quando si tratta la problematica della condizione della donna musulmana nella società attuale è sempre difficile dare un parere o dire “la nostra”, ma senz’altro si possono analizzare le cause che hanno portato a ciò che si assiste. E’ quasi paradossale come possano convivere da una parte situazioni di totale arretratezza nei confronti della donna e dall’altra parte situazioni di grande emancipazione della donna. Ma non vi è dubbio ogni società sviluppata è quella in cui la donna occupa una posizione elevata all’interno di essa.
Nel corso dei secoli con enorme fatica e grazie ad una determinata posizione socio- economica la donna è riuscita ad ottenere la parità dei diritti e la sua ascesa a un ruolo di grande importanza all’interno di queste società. In contrapposizione assistiamo invece in alcune società musulmane che le donne sono vittime di un sistema (tribale) ormai superato.
L’insistenza dell’uomo sul controllo del corpo della donna e della sua vita è un tentativo di dare un senso al loro fallimento interiore al loro cosiddetto “onore”, essa ha origini in una mentalità misogina. Tale situazione comporta squilibri sia a livello psico-fisico sia a livello socio-culturale.
Il problema non è l’Islam ma bensì l’uomo musulmano che è anch’esso vittima di una mentalità tribale oscurando il proprio io e cercando di sentirsi più forte con chi è più debole cioè la “donna”. La perdita della propria identità, la sopraffazione del genere maschile su quello femminile di certo non porta al benessere collettivo.
Non si può quindi mettere tutto a tacere e far finta di nulla, bisogna non aver paura e dire le cose in modo esplicito, diretto e non con il silenzio o attraverso dibattiti sterili già predefiniti, pubblicazioni di libri inutili privi di contenuto scritti giusto per scrivere qualcosa. La vita è un dono prezioso e bisogna custodirlo e difenderlo, perché ogni essere umano (e quindi anche la donna) ha diritto di vivere dignitosamente e liberamente. La cultura islamica ha eliminato la donna dalla storia e con essa il riconoscimento dei suoi diritti umani.
La grande cecità ed arretratezza dell’uomo musulmano fa sì che la donna non occupi un ruolo paritario nella società, senza curarsi che se il genere femminile riacquistasse valore e dignità l’intera società ne trarrebbe giovamento, dal momento che le donne sono proprio quelle che trasmettono norme e valori sociali attraverso l’educazione dei propri figli.
Si deve dunque dire che il cuore del problema sta nella mentalità misogina profondamente radicata, che più tardi si è servita dell’ideologia religiosa islamica per dominare “legittimamente” sulla donna.
Ogni individuo uomo o donna che sia ha una propria dignità che proviene dal suo essere quindi l’uomo musulmano deve liberarsi dal suo cronico complesso di superiorità restituendo alla donna musulmana rispetto, uguaglianza e libertà.
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